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IL PALAZZO
Il Palazzo è l’edificio che rappresenta il primo nucleo abitativo di
Finale. La sua costruzione risale al 1700 al tempo del Marchese di
Geraci. Lo conferma Vito Amico nel suo “Dizionario”: “Decentissima
residenza estiva del Marchese di Geraci con una torre d’ispezione”
. La struttura, nei periodi estivi, era abitata dallo stesso
Marchese non solo per godere delle bellezze del mare, ma anche per
controllare le messe che si raccoglievano nella sua vasta area che
comprendeva anche il territorio finalese.
Il legittimo proprietario del Palazzo, dopo l’era del marchesato, è
stato il Barone Michele Collotti di Castelbuono. Il figlio a causa di
una sfortunata partita a carte, ha dovuto cedere il bene ereditato,
mediante un’asta pubblica, al sig. Centineo Rosario di Gangi.
Successivamente la proprietà passò per metà al sig. Culotta Vincenzo; la
restante parte è stata acquistata dai sigg. Di Maggio Salvatore e Di
Noto Giuliano.
Del Palazzo rimane
poco della originale bellezza anche se il prospetto, la gradinata e la
ringhiera in ferro battuto, conservano ancora l’aspetto settecentesco.
La trave del portale con i due ritti, sono delle splendide sculture
realizzate probabilmente da scalpellini locali.
(Per maggiori approfondimenti consultare la “Premessa storica sul
contesto socio-ambientale di Finale" del il libro di L. Vranca “La
Sagra dell’Ulivo: trent’anni di vita”.
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