| Palazzo dei Ventimiglia |
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| Giovedì 07 Gennaio 2010 17:08 |
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Il legittimo proprietario del Palazzo, dopo l’era del marchesato, è stato il Barone Michele Collotti di Castelbuono. Il figlio a causa di una sfortunata partita a carte, ha dovuto cedere il bene ereditato, mediante un’asta pubblica, al sig. Centineo Rosario di Gangi. Successivamente la proprietà passò per metà al sig. Culotta Vincenzo; la restante parte è stata acquistata dai sigg. Di Maggio Salvatore e Di Noto Giuliano. Del Palazzo rimane poco della originale bellezza anche se il prospetto, la gradinata e la ringhiera in ferro battuto, conservano ancora l’aspetto settecentesco. La trave del portale con i due ritti, sono delle splendide sculture realizzate probabilmente da scalpellini locali[1].
[1]“La Sagra dell’Ulivo: trent’anni di vita” di Lucio Vranca |



Il Palazzo è l’edificio che rappresenta il primo nucleo abitativo di Finale. La sua costruzione risale al 1700 al tempo del Marchese di Geraci. Lo conferma Vito Amico nel suo “Dizionario”: “Decentissima residenza estiva del Marchese di Geraci con una torre d’ispezione” . La struttura, nei periodi estivi, era abitata dallo stesso Marchese non solo per godere delle bellezze del mare, ma anche per controllare le messe che si raccoglievano nella sua vasta area che comprendeva anche il territorio finalese.